Il primo passo per la carriera: arrivare presto al mattino!
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Sembra il titolo di un giornale degli anni 60 ma non è così; é quanto riporta l’Harward Business Rewiew. La rivista prende in considerazione il “morning bias”, il pregiudizio mattiniero. Pare certo che si premia e si considera di più chi si presenta in ufficio presto, meglio se ben prima dell’orario previsto e si penalizza chi si presenta nel giusto tempo o, peggio, in ritardo. In questo secondo caso neanche terminare più tardi e/o fare straordinari poco importa; il “capo” stravederà per l’impiegato mattiniero.
Per arrivare a questa conclusione sono state fatte decine di interviste doppie, capo e impiegato, in aziende americane e straniere; l’obiettivo era semplice; quanto influenzassero le lancette dell’orologio nella valutazione del dipendente… . Nessun dubbio sul risultato: il “capo”ha premiato i “mattinieri” prescindendo anche, udite, udite!!!, dal tempo passato al lavoro. In altri termini, chi inizia tardi è meno diligente…. Per cercare conferme o risposte diverse, lo stesso studio ha scelto di coinvolgere una popolazione del tutto diversa, 141 studenti universitari, cui è stato chiesto di interpretare un “gioco di ruolo” e di vestire i panni del capo. Bene, la situazione non è cambiata. Anche in questo caso i “finti capi”, che pur avrebbero dovuto essere scevri da pregiudizi, hanno dato le stesse risposte: ai mattinieri i voti più alti. A questo punto un solo consiglio: se non siamo capaci a essere mattinieri, cerchiamo almeno un capo con le nostre stesse caratteristiche.
