#: eccolo che compare ovunque, da twitter alla tv!!

Ma che cos’è questo piccolo esserino che i meno giovani chiamano cancelletto ed i più coraggiosi provano a pronunciare (con tanto di sputacchio finale)??

Ebbene l’hashtag è il pane quotidiano di tutti quelli che di “social feriscono” (e si spera non periscano!).

Odiato da tutti i non addetti ai lavori, reazioni diverse colpiscono i nemici dell’hashtag: c’è chi si scaglia apertamente, ritenendolo una moda, come un paio di pantaloni a zampa d’elefante da evitare e chi lo ignora a piè pari, come fosse l’indice di un libro di grammatica.

Per fortuna del nostro piccolo #, c’è anche un nutrito fun club pronto a seguirlo nelle sue peripezie; si perchè di una vita in continuo cambiamento si tratta, troppo facile dire: twitter, facebook, google+… lui, il signor hashtag è in mutamento continuo, non si tratta di un social, nè di una piattaforma (sostantivo che ormai molti usano come il prezzemolo) ma di una vera e propria etichetta, come di quelle che troviamo attaccate ai vestiti nuovi; in effetti se ci pensiamo un po’, il senso è proprio quello e cioè ritrovare nell’enorme centro commerciale del Web quel particolare “capo d’abbigliamento” che andiamo cercando.

Possiamo definirlo un trasformista date le molte sembianze che assume, può essere formato da una parola singola oppure da una combinazione di parole concatenate (le più amate dagli “hashtag-haters”) ma oltre a ciò, è un’etichetta molto altruista, potremmo anche definirlo un cane guida per ciechi, si perchè ammettiamolo, talvolta siamo proprio spaesati quando dobbiamo cercare qualcosa (magari in fretta) e brancoliamo sulle pagine google; ecco quindi che arriva Super hashtag a salvarci.

Bene, credo che a questo punto si sia capita la mia propensione a fare parte del “club d’onore” degli amanti dell’hashtag, anche se ammetto la mia iniziale avversione (sviluppatasi in fasi), quando girovagando per le pagine social dovevo: per prima cosa cercare di estrapolare le “parole normali” dai post, in seguito spiegare agli utenti di casa (famigliari) cosa fossero tutti quei cancelletti, e poi (per deformazione) andare a cercare nel web i risultati. Si insomma si è trattato di un iniziale avvicinamento periglioso, sfociato infine in un amore incondizionato, tanto da farmi venire voglia di iniziare il primo post della giornata con #caffèebrioches.

Per questo invito gli ancor scettici a dare una possibilità a quel tanto bistrattato “tasto cancelletto” ma, soprattutto, a non prendersela con chi condisce ogni suo post con tanto di cornicette etichettate (sempre che i vostri amici non esagerino!) e a provare a scoprire un po’ di più questo mondo di “perennemente connessi”.

Autore: Eleonora Libera

Fonte: webtrainingtrento.com