Buoni e cattivi, vincenti e perdenti…

La terminologia forse è un po’ cambiata ma la sostanza per nulla; certe “regole”, in auge 25-30 anni fa, sono tuttora vincenti. Pochi giorni orsono abbiamo letto un articolo che, in modo manicheo, ha separato le caratteristiche “buone” da quelle “cattive”. Si vince se si possiede:

– Passione; ovvero si dimostra di amare il proprio lavoro.

– Proattività: bisogna essere dinamici e pronti a promuovere nuove idee.

Fare il compitino non basta!

– Ambizione; è necessario far capire di volere consolidare la propria posizione, di aspirare a crescere.

– Flessibilità;saper adattarsi ai nuovi scenari e interpretare nuovi ruoli è indispensabile.

– Positività; l’ottimismo, il sorriso e l’aver fiducia pagano.

Si “perde” se si dimostra:

– Poca serietà; unitamente alla mancanza di affidabilità, blocca ogni strad.

– Passività; il rispondere senza slancio e interesse dimostra un atteggiamento sbagliato.

– Mancanza di attenzione per l’organizzazione; non comprendere e non assecondare gli assetti e la struttura si pagano duramente.

– Eccesso di foga; il mettersi in mostra, il voler accentrare su di sé ogni iniziativa, l’essere invadente sono molto mal visti.

– Mancanza di puntualità; il non rispetto delle scadenze trasmettono pessime sensazioni.

Di per sé nulla di eccezionale ma se pensiamo che siamo nel 2014, qualcosa pure vuol dire!!!!